Home PageArticolo rivistaLa Percezione nel modello adleriano: una lettura critica

Rovera G.G., De Dionigi S., Gasparini C.
Pubblicato nel numero: Anno XXXXI Luglio - Dicembre 2013 - Numero 74
Parole chiave: Appercezione, Sensazione, Rappresentazione, Schema appercettivo, Percezione, Psicoterapia adleriana, Stile di Vita, Neuroscienze

La Percezione nel modello adleriano: una lettura critica

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074_Gian Giacomo Rovera_Sergio De Dionigi_Carolina Gasparini_ITA

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ABSTRACT

La percezione è un argomento fondamentale nella psicologia, psicopatologia e clinica. Alfred Adler ed in seguito la Psicologia Individuale Comparata (PIC) , hanno posto in risalto il modello appercettivo (tra soggettivo ed oggettivo, psiche e soma, le teorie della mente e del cervello, fino alla fenomenologia del corpo). Oggigiorno il modello adleriano si basa sul giudizio che formuliamo su noi stessi e su gli altri. Questa opinione deriva dai primi ricordi,dalle esperienze vissute nella famiglia e nel contesto culturale mentre si cerca di raggiungere le proprie mete.Le percezioni distorte nel corso della vita (errori di base) riguardano i disturbi psicosomatici, le generalizzazioni estreme le false percezioni, il controllo dell’autostima, l’eccessiva ricerca di supremazia. Le neuroscienze formulano ipotesi per indurre ad ulteriori ricerche. La terapia si fonda sulle percezioni selettive e sul passato, ma anche sui ricordi, sui sogni e sulle fantasie. La PIC considera il modello appercettivo come precursore dello stile di vita, sia in campo clinico che terapeutico. In questo modo, è possibile prevenire, prevedere e pianificare appropriate strategie secondo un finalismo morbido. In questo difficile percorso lo psicologo adleriano utilizza una rete di approcci interdisciplinari che conduce a risultati terapeutici. Con un’autentica empatia nei confronti della persona lo psicologo clinico giunge a modificare l’unicità e l’irripetibilità dello stile di vita.

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