Neuropsicologia dell’inconscio di Efrat Ginot. Considerazioni individual psicologiche


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ABSTRACT

L’articolo e il libro di E. Ginot riportano una revisione aggiornata e critica della ricerca neurofisiologica e le evidenze relative al concetto di inconscio. Questo oggi rappresenta uno dei cardini teorico-tecnici della psicoterapia psicodinamica. Emerge il concepimento a favore di un continuum tra funzionamento conscio e inconscio che va oltre il tradizionale pensiero psicoanalitico. Considerando come la profonda dinamica del processo di cambiamento riguarda principalmente gli aspetti inconsci, osserviamo come le abitudini inconsce spesso superino l’intenzione e la motivazione. Gli enactment, intesi come rappresentazione e azione del funzionamento emotivo inconscio, favoriscono nuove ipotesi su concetti consolidati come meccanismi di resistenza e transfert e controtransfert.
Queste prove sembrano utilizzabili e molto fertili per la psicologia individuale adleriana che identifica la
articolazione nel clinico tra stile di vita e stile terapeutico, nelle interazioni del terapeuta e
atteggiamenti pazienti e contrari come principale strumento di cambiamento.




La potenza trasformativa della relazione autentica


POSTER presentato al XXVII Congresso Nazionale: “Contagi relazionali: emozioni, comportamenti, culture in Psicologia Individuale” – 13-15 Aprile 2018 – Centro Pastorale Paolo VI, Brescia

Poster disponibile per esteso, scaricabile e consultabile all’interno degli Atti del Congresso, interamente disponibili nella sezione di questo sito: Altri contributi / Abstract Congressi Nazionali SIPI – XXVII Congresso SIPI_Brescia 13-15 Aprile 2018_pag_01_80.pdf  / XXVII Congresso SIPI_Brescia 13-15 Aprile 2018_pag_81_161.pdf




Alleanza terapeutica e processo di cambiamento


INTERVENTO presentato al XXV Congresso Nazionale SIPI: “Corpo, linguaggio, cultura. Una corrente portante adleriana” – 18-19 Aprile 2015 – Auditorium San Francesco Norcia (PG)

Intervento disponibile per esteso, scaricabile e consultabile all’interno degli Atti del Congresso, interamente disponibili nella sezione di questo sito: Altri contributi / Abstract Congressi Nazionali SIPI – “XXV Congresso SIPI_Norcia (PG) 18-19 Aprile 2015.pdf”




Corpo, linguaggio, cultura al servizio della meta prevalente. Sintesi di un caso clinico


POSTER presentato al XXV Congresso Nazionale SIPI: “Corpo, linguaggio, cultura. Una corrente portante adleriana” – 18-19 Aprile 2015 – Auditorium San Francesco Norcia (PG)

Poster disponibile per esteso, scaricabile e consultabile all’interno degli Atti del Congresso, interamente disponibili nella sezione di questo sito: Altri contributi / Abstract Congressi Nazionali SIPI – “XXV Congresso SIPI_Norcia (PG) 18-19 Aprile 2015.pdf”




Brevi considerazioni a proposito del cambiamento in psicoterapia


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Editoriale


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Il numero 84 della Rivista è dedicato ad una riflessione critica sui fondamenti della Psicologia Individuale all’interno dell’attuale dibattito scientifico e culturale, anche in sintonia con il Congresso Nazionale della SIPI che si terrà nel 2019 sulle dinamiche che intercorrono tra la tradizione e il cambiamento, riprendendo dopo oltre venti anni l’analogo tema del Congresso Internazionale di Oxford del 1996.

Fin dalle origini, e per sua natura, questo dibattito spazia dalla psicologia alle neuroscienze, alla filosofia, alla sociologia, all’arte e alla politica, senza limitarsi solamente agli ambiti specifici e caratterizzanti della clinica dei disturbi mentali, della psicoterapia e dell’analisi. La sfida, naturalmente, è che tutte queste prospettive possano dialogare per costruire, da punti di vista differenti, un percorso di riflessione fecondo, evitando i rischi dell’eclettismo teorico o della frammentazione parcellare delle conoscenze.

Questo processo implica fortemente la necessità di confrontare i fondamenti del pensiero di Adler e dei suoi epigoni con i contributi delle diverse culture (non solo occidentali) in tutti questi campi, che si sono sviluppate durante il secolo scorso e nei primi due decenni del XXI secolo.

I lavori contenuti in questo numero, quindi, non sono solo italiani, anche perché, oggigiorno meno che mai in un’epoca caratterizzata dalla diffusione delle conoscenze sul web, nessuna delle tematiche a cui abbiamo fatto riferimento si avvale di posizioni limitate o settarie e necessita invece di un robusto vaglio critico, rifiutando posizioni ideologiche di tipo solamente “fideistico”.




Editoriale


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Neuroscienze e dinamiche profonde del cambiamento nella relazione psicoterapeutica


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ABSTRACT

Recentemente, le tecniche sulle scienze del cervello, oltre alle meta-analisi cliniche, hanno confermato l’efficacia della psicoterapia, principalmente psicodinamica. Queste indagini mirano a identificare il nucleo di quei fattori che promuovono i cambiamenti al fine di attivarlo il più precocemente possibile. Studi e ricerche nel campo delle neuroscienze hanno studiato problemi cruciali come l’alleanza terapeutica, che rappresenta sia il fattore che il risultato del cambiamento, i cambiamenti del cervello indotti dalla psicoterapia e principalmente l’inconscio come processo neuropsicologico. I contributi neurobiologici sulla memoria procedurale, la funzione del sogno e dei meccanismi di difesa, i processi biopsicologici dell’attaccamento e le configurazioni dei neuroni specchio dell’empatia / compassione, i processi intrapsichici / interpersonali come simulazione incorporata e sintonizzazione intenzionale: tutti questi approfondimenti hanno riconosciuto la principale caratteristica implicita, affettiva piuttosto che cognitiva, inconscia piuttosto che cosciente, di una tale dinamica relazionale tra paziente e terapeuta, che ha alcuni effetti che promuovono il cambiamento anche nel qui e ora del setting. Le scienze del cervello forniscono un crescente corpo di prove sulle dinamiche che promuovono il cambiamento, suggerendo un contatto profondo tra paziente e terapeuta come elemento centrale del cambiamento. Le emozioni esistenti tra paziente e terapeuta sono espressioni implicite e non verbali, piuttosto che esplicite e verbali: emisfero destro piuttosto che emisfero sinistro, con sequenze di contaminazioni e trasformazioni reciproche. Le componenti neurobiologiche essenziali del cambiamento comportano una riorganizzazione – attraverso nuove modalità comportamentali nel setting – di vecchie memorie patologiche al fine di ottenere una nuova memoria che è l’effetto del coinvolgimento emotivo empatico ottimale del terapeuta nella relazione paziente-terapeuta. Atteggiamento e controatteggiamento sono il risultato della rielaborazione interiore del transfert e del controtransfert del terapeuta, del transfert del paziente, dello scambio reciproco e continuo di affetti, fiducia, rifiuto, emozioni, aspettative … I risultati futuri delle linee di ricerca sulle dinamiche neurobiologiche della psicoterapia potrebbero portare all’identificazione di indicatori di diagnosi e terapia con l’obiettivo di chiarire quali sono gli individui che possono trarre beneficio da quale tipo di psicoterapia e dal quale focus nel contesto della relazione terapeutica.




I “nuovi bambini” in psicoterapia: dalle dinamiche impotenza-onnipotenza al processo inferiorità-superiorità. Riflessioni e strategie terapeutiche


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ABSTRACT

I recenti cambiamenti socio-culturali hanno un impatto significativo sul processo di crescita dei bambini di oggi e producono nuove dinamiche psichiche. Il sentimento di inferiorità teorizzato dalla Psicologia Individuale, basato prima sull’esperienza e poi sulla consapevolezza dei propri limiti che porta al desiderio di superarli, lascia il posto all’illusione dell’onnipotenza creata dalla mancanza di limiti che caratterizza i nuovi stili educativi. L’indebolimento della Legge del Padre fa sì che il bambino rimanga nel regno del piacere, del legame narcisistico, del non riconoscimento dell’Altro. Anche in psicoterapia, notiamo una diminuzione dei casi in cui il focus iniziale dell’intervento tratta le compensazioni dei sentimenti di inferiorità, mentre vediamo un aumento delle situazioni in cui è necessario fornire un contenimento e una differenziazione di un mondo interiore caotico e non regolato, sostenere il riconoscimento dei limiti e dell’Altro, rafforzare la capacità di tollerare la frustrazione che l’impatto con la realtà sociale implica, ridurre le oscillazioni di onnipotenza-impotenza a cui il bambino oggi è esposto. Obiettivi di questa comunicazione sono di presentare questi fenomeni e descrivere il tipo di lavoro sul mondo emozionale che è necessario in terapia con i nuovi bambini, attraverso un’attenta modulazione della relazione e una formazione parallela per i genitori al fine di produrre cambiamenti nei metodi educativi. In molte situazioni, il lavoro psicoterapeutico sul sentimento di inferiorità, le compensazioni e la loro armonizzazione con l’interesse sociale è un passo più avanzato in cui il bambino accede solo dopo aver raggiunto un livello psichico più maturo di funzionamento.




Il sogno: una modalità di resistenza ma anche di apertura al cambiamento nel percorso di analisi adleriana


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